LA REGINA DELLA CASA e la vacanza con un’amica.THE UNDOMESTIC GODDESS and holidays with a friend.

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Mi sono presa un lungo periodo di pausa dal blog, sia per intenso lavoro, sia per gustarmi due vacanze. In una ho raccolto numerose segnalazioni di oggetti e ditte di cui vi parlerò lungo l’estate, nell’ altra ho completamente staccato la spina, al mare, con un’amica e rispettivi bambini.

Il tema delle nostre chiaccherate è stato spesso la scottante questione della conciliazione lavoro – famiglia, per madri lavoratrici.

Questa mia amica è una nostalgica del passato e sostiene che nel scegliere di lavorare noi donne abbiamo perso molto: dal poter seguire i nostri figli, al poterci gustare una casa, al vivere con maggior serenità insomma…

Io non ho le idee così chiare in merito: amo così tanto il mio lavoro che non riesco ad immaginare la mia mente sgombera da case e arredi, colori etc… ma d’altra parte mi rendo conto che alcuni aspetti propri dell’ abitare stanno diventando solo un ricordo a causa dell’ “estinzione della casalinga”: le case profumate e ordinate, le tavole curate, i piatti della tradizione cucinati in casa, il verde domestico, le decorazioni estive ed invernali, il crochet, il fuoco che scoppietta, il piacere di invitare parenti ed amici… il tutto lascia posto ad un grande caos, tovaglie di plastica e case che odorano di chiuso… famiglie e amici che quando si ritrovano preferiscono vedersi “fuori”, perché la casa non è luogo poi così piacevole…

Sul tema vi consiglio una lettura leggera ed estiva: La regina della casa di Sophie Kinsella. E’ la storia di una giovane donna in carriera che sulla soglia dei trent’ anni scopre di non essere in grado di svolgere una minima faccenda domestica e nel ritrovare ricette, lavori manuali e tempi rilassati inizia ad apprezzare una vita totalmente diversa dalla sua…

copertinaI took a long break from the blog, both for intensive work, both to relaixing in two different holidays. In the first I collected reports of objects and interiors companies which I will talk during summer, then I completely stopped at the seaside, with a friend and childrens.

The theme of our chats was often the burning issue of reconciliation of work – family, for working mothers.

This friend is a nostalgic of the past and she says that we have lost a lot  with our work: from being able to follow our children, to enjoy ourselves at home, to live with greater serenity…

I’m not so sure about: I love my job so much that I can not imagine my mind clear of any houses and furnishings, colors etc … but then I realize that some aspects of their living are becoming just a memory because of ‘”extinction of the housewife”: the houses scented and tidy, the tables cured, traditional dishes cooked at home, green and flowers, summer and winter decorations, crochet, fire crackles, the pleasure to invite relatives and friends … all gives way to a big mess, plastic tablecloths and houses that smell of close … when families and friends meet themselves prefer to see each other “out,” because the house is not so a pleasant place …

On the topic I would recommend to read a nice summer book, The undomestic Goddess by Sophie Kinsella. It ‘s the story of a young career woman on the threshold of thirty years turns out not to be able to perform any housework, and finding recipies, manual labor and relaxed time starts to appreciate a life totally different …

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