Cosa succede quando letteratura ed interior design si incontrano?

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Vi racconto questa storia di cui sono orgogliosissima, sì perchè dopo quindici anni che la mia materia si affaccia alle scienze umane e la mia creatività ruota attorno a qualcosa, giunge il momento di scriverlo e raccontarlo agli altri. C’è un grande motore nel mio disegnare, c’è un grande perchè nel mio amare l’interior design, soprattutto il chilcare design: l’uomo. L’essere umano non solo ‘dentro’ ai luoghi, ma proprio al centro di ciò che viene progettato, lui con la sua giocosità, creatività, felicità, le tristezze, le gioie e le fatiche che ogni giorno lo accompagnano e il suo bisogno di sentirsi in un ambiente naturale, che non è il bosco o la savana, ma per noi è la caverna, cioè il rifugio ed infine la casa.

Non ci sono università o corsi che mi hanno portato a questa deduzione, ma un’ unica e grande maestra: la letteratura, sì, perchè quando progetta lei, mette al centro le emozioni dell’uomo e poi vi descrive un mondo attorno. Per essere sempre stata immersa in queste realtà fantastiche devo ringraziare la mia amica di sempre, Katia El Mogi, coinquilina dai tempi dell’università, ora esperta di letteratura inglese che ora scrive su Thesleepyhamlet.  Ecco da qui abbiamo deciso di tornare alle origini, riscoprire le nostre serate tra dramma e design e di cercare per voi e raccontare a due voci spazi speciali nella rubrica del giovedì. Seguiteci…

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Yambo e l’arte della Grande Guerra.

Qualche sera fa ho rivisto un vecchio documentario sulla Grande Guerra, quest’anno è oltretutto la ricorrenza del centenario. Tra le immagini relative all’arte di quel periodo ho intravisto qualche illustrazione eccezionalmente bella e tramite una piccola ricerca ho trovato questo autore e scoperto che è una pietra miliare dell’illustrazione per ragazzi italiana: Yambo, nome d’arte per Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro.

Nei suoi racconti ci sono immagini di fantasia fantasiose e futuristiche come questa copertina:

esploratori

E un personaggio meraviglioso e coraggiosissimo nominato ‘Ciuffettino’.

ciuffettino 1

Si tratta di un bambino incredibile che compie avventure immaginarie ricche di sfide, il ciuffo enorme, considerati i tempi, era sinonimo di senso di ribellione, quindi viene esasperato con una sproporzione che fa davvero sorridere.

ciuffettino 2

Se tra i lettori è presente qualche collezionista di questi racconti, potrei avere delle fotografie? Vorrei proseguire la mia ricerca, grazie!

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Chi è l’ ATELIERISTA

E’ una figura professionale diffusa dalle scuole reggiane fino a sistemi educativi internazionali: io lo definisco il designer d’infanzia per eccellenza.  E’ il progettista dell’atelier: predispone gli ambienti, i processi creativi ed i linguaggi espressivi necessari ad una conoscenza della realtà attiva, grazie a provate nozioni su materiali e tecniche, motivo per cui si tratta di un professionista di ambito artistico, che collabora con l’insegnante mettendo a disposizione il suo sapere, la sua sensibilità ed il suo background.

Nasce negli anni ’60, per merito del pedagogista padre del Reggio Approach, Loris Malaguzzi, come presenza operativa di supporto alla visione del bambino competente, cioè capace di ‘fare’, di apprendere tramite un vero e proprio lavoro, non solo di ascolto, un essere umano capace di esprimersi in tutti i suoi ’99 linguaggi’.

E’ interessante osservare che contestualmente un’altra parte d’Italia vede Bruno Munari sviluppare una grande ricerca sui processi creativi nelle scuole per mettere in luce i linguaggi e le potenzialità del bambino, incentivare il pensiero lungo, creativo, impegnato e divergente.

Che si possa parlare anche qui di creatività italiana?

artwork of my child, unconsciously case of study for my atelier

artwork of my child, unconsciously case of study for my atelier

 

 

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Vi presento Borgoplantarum.

Ecco un evento che non vedevo l’ora di segnalarvi: sulle mie amate colline Matildiche in provincia di Reggio Emilia, in un borgo del seicento immerso in un paesaggio rurale incontaminato,                    il 16-17 settembre, si terrà Borgoplantarum: un punto di ritrovo per vivaisti d’eccezione, collezionisti di piante rare ed ornamentali frutti antichi, succulente, cartacee e carnivore e molte altre rarità del mondo vegetale.

Un vero e proprio Giardino dell’ Eden curato da Carlo Contesso in cui sarà possibile partecipare ad un contest fotografico con indicazioni da parte di illustratori ed esperti per catturare il perfetto scatto naturale, il tutto prenderà vita nuovamente sui social.

Non mancherà un apposito programma di attività per i bambini dai 4 ai 12 anni, chiaramente dal tema ‘illustrazioni e mondo botanico’ .

Qui vi anticipo qualche immagine del borgo che ho potuto fotografare ed allestire personalmente in esclusiva per una vera colazione da contessa…

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Sculture di carta

La paperart è sempre stata per me una delle forme più classiche di atelier, ma allo stesso tempo una delle più creative. Sempre con sguardo curioso in questo senso ho catturato in questo ambito due creazioni inconsuete con lo stesso filo conduttore: la prima ha origine da un atelier per l’infanzia in ambito Reggio Approach: il mare di barche colorate in mostra presso il centro Loris Malaguzzi.

esposizione di atelier Centro Loris Malaguzzi

esposizione di atelier Centro Loris Malaguzzi

Poi una serie di sculture dalla bellezza impressionante, di Marianne Eriksen Scott Hansen, in mostra presso Mincraft 2017 a Milano, artista proveniente dal mondo della moda, che ha trovato nella carta un mondo di colori e di malleabilità di gran lunga più elaborabile di qualsiasi atro materiale. In entrambi i casi il riusltato è sorprendente, e mutevole nel tempo… infatti queste opere mi ricordano le bellezze floreali, sarà la loro stessa fibra vegetale o la fragilità del materiale oppure la varietà dei colori, ma trasmettono lo stesso fascino!

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Mindcraft 2017 – scultura di Marianne Eriksen Scott Hansen

 

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